
“Ho appreso in Commissione regionale, nell’audizione delle associazioni che si occupano di residenze per anziani, non autosufficienti e disabili, che nella nostra regione c’è una situazione drammatica. Serve un nuovo approccio più consapevole, per niente ideologico e che permetta di mettere tutti in condizione di assicurare un servizio che altrimenti non sarà più possibile affrontare in modo sistemico. Solo in Veneto oggi si contano oltre 380.000 ultra80enni e nel 2050 ce ne saranno quasi 700.000. Alle condizioni attuali è un disastro annunciato”.
Riccardo Szumski lancia il suo allarme rispetto sulla situazione, attuale e in prospettiva, delle case di riposo venete, chiedendo come prima cosa di fare ordine. “Chiederemo alla Giunta Stefani di impegnarsi per un Testo Unico sull'assistenza agli anziani perché siamo di fronte a un'accozzaglia di delibere che, a loro volta, devono essere interpretate e si finisce per danneggiare le famiglie, gli ospiti e anche gli operatori. Nella nostra regione ogni Usl si fa le proprie regole e si verificano paradossi dove si finisce per avere, contemporaneamente, 10.000 persone in lista d'attesa e posti vuoti. E anche se si riuscisse a ospitare tutti i richiedenti non avremmo il personale sufficiente. Inammissibile!”.
Il consigliere di Resistere Veneto attacca poi sull’annosa questione della riforma delle Ipab, che il Veneto, con le sole Calabria e Sicilia, non ha ancora realizzato. “E nel frattempo – aggiunge - sono diventate obsolete. Serve un approccio sistemico che metta in coordinamento chi gestisce, i comuni, le aziende sanitarie e, soprattutto, impedisca ad Azienda Zero di continuare interventi che non aiutano a risolvere, ma producono ancora più incertezze tra gli operatori”.
La riflessione si estende quindi in generale sull’assistenza agli anziani, soprattutto i non-autosufficienti, nel cui ambito “sicuramente il sistema pubblico ha bisogno di essere riordinato, snellito dalla burocrazia soffocante e rimodulato secondo l'andamento demografico da qui ai prossimi 30 anni”.
E poi l’appello/attacco al sistema privato, che “dovrà fare lo sforzo di superare l'obiettivo del mero profitto e tornare ad assumersi anche consapevolezza di servizio pubblico. Serve un salto di mentalità”.
Infine un appello alla politica. “Credo che su questo tema più che contrapposizioni ideologiche servano confronti a tutti i livelli per ridare ai veneti la possibilità di un servizio di assistenza adeguato per gli anziani e liberare tutti da rette sempre più care, grovigli burocratici e normative assurde che si sovrappongono senza logica, moltiplicando i costi e rallentando ogni iniziativa di miglioramento.
Chiediamo alla nuova Giunta Stefani di fare quello che ha omesso di fare, o incasinato, la Giunta Zaia”.








