
Il sogno fa passi avanti. Quando Massimo Ciacchi raccontò per la prima volta a L’Azione della costituenda “Fondazione per l’abitare inclusivo e collaborativo a favore di persone con disabilità e fragilità”, promossa da Terra Fertile, Fondazione Caritas Vittorio Veneto e Anffas Sinistra Piave, parlava appunto di “un sogno”. E con la concretezza tipica di chi è abituato a muoversi quotidianamente nel mondo della fragilità umana, questo sogno pian piano si sta avverando.
A 20 giorni dalla firma dal notaio dell’atto costitutivo della Fondazione Limen - così si chiamerà, con un termine che sta tra il latino "soglia" e il greco "porto, rifugio, accoglienza), i tre enti promotori organizzano un momento di riflessione e analisi aperta ai vari portatori di interessi e a tutte le persone interessate o incuriosite dal tema. L’appuntamento è per giovedì 21 maggio, alle 14.30, alla Casa dello Studente a Vittorio Veneto.
«Sarà un altro momento importante – spiega Massimo Ciacchi - per fare il punto della situazione e per una nuova presentazione della nascente Fondazione, la cui idea, ricordo, è partita nel 2022 nell’ambito della “Rete welfare di comunità”. Questa è costituita da un gruppo di associazioni operanti nei vari ambiti del sociale, che si sono messe assieme per conoscersi e vedere in che modo fosse possibile collaborare sul tema dell’abitare, ravvisando la necessità di favorire il processo di inclusione sociale e di tutela dei diritti delle persone con disabilità, fragilità, anziani autosufficienti e non, soli e in stato di fragilità, minori in condizioni di disagio, giovani coppie in difficoltà economica, donne vittime di violenza di genere, stranieri in stato di precarietà abitativa e/o lavorativa, garantendo loro pari dignità e qualità della vita.
La Fondazione nasce con due obiettivi principali. Da un lato promuovere una cultura della coabitazione, un nuovo modo di stare in comunità, avvicinando mondi, ibridandoli, costruendo nuovi legami: questa sarà una attività costante e permanente, per costruire una visione diversa della nostra comunità. Dall’altro si dovrà procedere con realtà concrete, per mettere subito a terra i nostri progetti».
L’incontro di giovedì 21 maggio, cui parteciperanno anche il vescovo Riccardo e la sindaca Mirella Balliana, comincerà facendo sintesi del processo partecipato già compiuto, svoltosi in sei incontri per portatori di interessi in cui si è messa in evidenza soprattutto l’analisi dei bisogni: ne parlerà il sociologo Paolo Tomasin, della società di formazione Confini Online di Trento, che è stato facilitatore del citato processo.
A seguire, una tavola rotonda con l’Assessore Regionale al sociale e all'abitare Paola Roma, Federico Callegari (ufficio studi della Camera di Commercio di Treviso e Belluno), il direttore del Gal Alta Marca Michele Genovese, rappresentanti di alcune imprese del territorio e il presidente di Confartigianato Vittorio Veneto Enrico Maset. Assieme si rifletterà sulla situazione attuale, su dove si vorrebbe andare e su cosa si potrebbe fare per restare coesi come comunità, favorendo collaborazioni e i legami nella comunità.
Il protagonista del terzo momento sarà Mattia Rossi, sempre della società di formazione Confini Online di Trento: esperto di futuro. Rossi aiuterà i presenti a capire cosa ci aspetta nell’avvenire e come muoversi per indirizzarlo.
«Abbiamo invitato a questo appuntamenti – conclude Ciacchi - le istituzioni locali, i rappresentanti del mondo del lavoro e dell’associazionismo. Ma l’invito a partecipare è rivolto a tutti i cittadini che dimostrino la sensibilità e l’interesse che non riguarda solo chi si trova a vivere un problema o un disagio familiare, ma tutti noi: non tanto perché è la comunità che deve farsi carico di queste realtà, quanto perché tutti potremmo trovarci in condizioni di bisogno, non necessariamente così in là nel tempo. Non ci si pensa, ma sarebbe meglio farlo».






