
Giornata di grande partecipazione quella di domenica 26 aprile a Mosnigo, dove le vie del paese hanno fatto da cornice alle celebrazioni per tre importanti ricorrenze del locale Gruppo Alpini, inserite nell’annuale raduno della Sezione ANA di Valdobbiadene.
Nel corso della mattinata, il capogruppo Giuseppe Frezza, insieme alle Penne Nere mosnighesi e ai cinque sindaci dei Comuni della Sezione, ha ricordato i 60 anni di fondazione del Gruppo, i 35 anni della sede alpina e i 35 anni del monumento ai caduti in piazza Albertini.
La cerimonia, accompagnata dal Corpo bandistico di Moriago della Battaglia, ha avuto il suo momento più toccante con la consegna dei riconoscimenti ai capigruppo che hanno segnato la storia del sodalizio negli ultimi sessant’anni: Pasquale Pazzaia, Ettore Doimo, Raoul Rizzetto, Floriano Contessotto e Mansueto Frezza.
Particolare emozione ha suscitato il tributo a Mansueto Frezza, per oltre trent’anni alla guida del Gruppo. Davanti alla sede, alla presenza della Protezione civile sezionale, di numerosi gagliardetti - anche di altre Sezioni trevigiane - e dei ragazzi dei campi scuola alpini, il capogruppo ha chiesto un applauso per quella che ha definito una "roccia" della comunità alpina mosnighese. Frezza, insieme a Pasquale Pazzaia, fu tra i fondatori del Gruppo nel 1966, dopo un lungo percorso nel Gruppo Alpini di Moriago. È stato inoltre promotore della realizzazione della sede inaugurata 35 anni fa ed è il marito della madrina del Gruppo, Aurora De Conti.
Tra gli interventi più attesi quello del presidente sezionale riconfermato Massimo Burol, che ha richiamato l’attenzione sull’identità dell’Associazione Nazionale Alpini, sottolineandone il ruolo di principale associazione d’arma in Italia. Burol ha espresso alcune riflessioni sul tema della recente assegnazione del cappello alpino ai volontari olimpici, evidenziando il valore del servizio militare come elemento identitario dell’ANA, pur ribadendo stima e riconoscenza verso gli "Amici e Aggregati" che contribuiscono attivamente alla vita associativa.
Nel suo intervento conclusivo, il presidente ha poi rivolto uno sguardo al futuro, sottolineando l’importanza del ruolo educativo e valoriale dell’associazione: in un tempo complesso, ha affermato, l’ANA può continuare a rappresentare un punto di riferimento fondato su solidarietà, coerenza e spirito di servizio, soprattutto verso le nuove generazioni.
L’appuntamento è ora rivolto ai prossimi grandi eventi: l’Adunata nazionale di Genova e, a giugno, il Raduno Triveneto di Gemona.







