
Ammonta a duemilacinquecento euro la somma raccolta dall’associazione Fioi del ’55 attraverso la vendita solidale di piante organizzata nei giorni scorsi presso Iperlando e Bingo. Le risorse sono state ufficialmente consegnate alla Nostra Famiglia di Conegliano, in occasione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo.
Un risultato significativo, frutto della partecipazione della comunità e dell’impegno dei volontari, che contribuirà a sostenere le attività dedicate alle persone con disturbo dello spettro autistico.
«Questa iniziativa rappresenta un segnale concreto di attenzione e vicinanza del territorio verso le persone con disturbo dello spettro autistico e le loro famiglie – sottolinea Andrea De Vido, Direttore Generale Regionale, La Nostra Famiglia - I numeri che registriamo nei nostri presidi veneti confermano una crescita significativa dei bisogni: oltre 1.400 utenti con diagnosi di autismo su più di 8.300 persone seguite. È un dato che richiama l’importanza di investire sempre di più in servizi qualificati, continuità assistenziale e percorsi personalizzati».
La donazione è stata consegnata alla presenza del vescovo Riccardo Battocchio, e di Fabio Chies, sindaco del Comune di Conegliano.
Nei presidi veneti de La Nostra Famiglia, infatti, le persone con diagnosi di autismo rappresentano circa il 18% degli oltre 8.300 utenti seguiti in percorsi extra-ospedalieri, prevalentemente ambulatoriali. La prevalenza è maschile (78%), mentre le fasce d’età più rappresentate sono quelle tra i 4 e gli 8 anni (39%) e tra i 9 e i 13 anni (37%).
La sede di Conegliano si conferma uno dei principali poli regionali, con circa 300 utenti con autismo (21% del totale veneto) e un’incidenza sul totale degli utenti in carico pari al 23%.
Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Autismo dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia un bambino ogni 77 nella fascia di età 7-9 anni ha un disturbo dello spettro autistico, con un aumento significativo dell’identificazione del disturbo nella fascia di età 0-3 anni e un abbassamento dell’età della prima diagnosi. Questi dati sono particolarmente significativi e confermano la necessità di servizi sempre più competenti per intervenire precocemente nella riabilitazione dei piccoli pazienti e a supporto delle loro famiglie.






