
Le monache del monastero cistercense di San Giacomo di Veglia hanno ripreso la produzione delle ostie, sia delle particole sia delle ostie-pane. Questa attività era stata sospesa a causa del calo delle richieste. Ora viene ripresa - spiega la superiora suor Martha Driscoll - anche per fedeltà alla Regola di San Benedetto secondo cui i monaci sono veramente monaci quando vivono del lavoro delle proprie mani. Il confezionamento delle ostie è un lavoro manuale che coinvolge più sorelle insieme, in uno spirito di collaborazione e di comunione, e un’esperienza concreta di comunione tra le monache e la Chiesa.
In una lettera indirizzata ai sacerdoti della diocesi, suor Martha chiedo un sostegno “non come un gesto economico o commerciale, ma come un gesto di comunione ecclesiale, che ci unisce ogni giorno nella celebrazione dell’Eucaristia: un solo Pane, un solo Corpo”. L’iniziativa ha il pieno sostegno del vescovo Riccardo che, in una lettera ai sacerdoti, invita “a fare in modo che per l’acquisto delle ostie le parrocchie e le altre comunità presenti in diocesi di rivolgano al monastero, direttamente o tramite la Libreria del Seminario”, come “gesto di comunione tra la diocesi e le sorelle monache, in uno scambio di carità e di preghiere che potrà aiutare tutti a sentirci Chiesa, nella varietà delle vocazioni e dei carismi”.




