QUARESIMA: "Barabba era un brigante", incontro con don Marco Pozza
Mercoledì 25 marzo a Vittorio Veneto
Redazione Online
19/03/2026

In occasione della Pasqua, a Vittorio Veneto, nella Pieve di S. Andrea, mercoledì 25 marzo, alle 20, si terrà una meditazione quaresimale dal titolo “Barabba era un brigante” guidata da don Marco Pozza, sacerdote padovano, parroco del carcere "Due Palazzi" di Padova, per riflettere sul mistero della libertà e della responsabilità attraverso la figura evangelica di Barabba. Un incontro che intreccia fede vissuta e testimonianza diretta, per scoprire come anche nelle storie più segnate possa nascere la possibilità di redenzione e di speranza.

Anche gli intermezzi musicali eseguiti da Luigino Favot all’organo e Giovanna Dissera Bragadin contralto, tratti dallo Stabat Mater di Pergolesi, aiuteranno in questa meditazione.

L’incontro è stato organizzato dal Centro di aiuto alla vita-Movimento per la vita di Vittorio Veneto, dalla Società di S. Vincenzo De Paoli di Vittorio Veneto, da Casa Mater Dei, con la collaborazione di Azione Cattolica, Ceis di Belluno, Agesci Vittorio Veneto 1, unità pastorale di Serravalle.

Don Marco ha scelto di meditare sul tema "Barabba era un brigante", lui che i Barabba li vede ogni giorno, ci parla, li ascolta, li confessa dentro il carcere di massima sicurezza "Due Palazzi" di Padova di cui è cappellano dal 2011 e ora ne è anche parroco. Lì sperimenta "l’inferno, quello vero" fatto di oltre 800 uomini che hanno sbagliato o meglio ancora hanno "fallito il bersaglio" e lì scontano la pena inflitta dalla giustizia e dagli uomini. Molti sono i giudizi e i pregiudizi con cui questi uomini devono fare i conti ogni giorno, ma soprattutto devono convivere con la loro coscienza, col peso di quanto fatto e del sapere che indietro non si torna ma che bisogna vivere il presente con dignità e guardare dentro se stessi per cambiare.

Quelle che nel carcere don Marco incontra - o che decidono di incontrare don Marco - sono persone a cui è stata tolta la libertà fisica ma non la libertà del pensiero e la dignità, sono uomini con sentimenti, paure, rabbia, risentimenti e speranze. Ecco quindi che don Marco conosce piuttosto bene Barabba, sa come ragiona e cosa si muove attorno a lui e conosce altrettanto bene i sentimenti che abitano le persone - noi che "stiamo fuori" - sempre pronte a puntare il dito contro chi ha commesso un’azione delittuosa, sentendosi rassicurate dal fatto di sapere il colpevole imprigionato. Sa come ragioniamo noi che siamo come la folla pronta a chiedere a gran voce  "Barabba libero" e a condannare un innocente! E che innocente! Il figlio di Dio che accettando il suo destino dona la libertà - la vita - ad un colpevole. È questa la grandezza rivoluzionaria del messaggio evangelico che tocca noi come avrà probabilmente colpito Barabba che ha beneficiato di una libertà inaspettata e ci piacerebbe pensare che abbia toccato il suo cuore.


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