
"Dal Veneto orientale e dalla provincia di Rovigo fino all’area costiera tra Torre di Mosto, Caorle e Bibione, arrivano segnali chiari e preoccupanti: senza regole regionali precise e una visione equilibrata, l’agrivoltaico rischia di trasformarsi in un assalto incontrollato a campagne in alcune zone già fragili". Lo afferma la consigliera regionale Rossella Cendron (Le Civiche Venete) che spiega: "Intendo così dare voce alle preoccupazioni di cittadini e amministratori locali: negli ultimi mesi, in diversi Comuni rurali, si stanno concentrando richieste per maxi impianti agrivoltaici su centinaia di ettari di terreni agricoli, spesso negli stessi territori. La competenza di gestione di progetti di grande rilevanza è regionale, ma il timore degli effetti sui territori sta già generando forti tensioni sociali, assemblee pubbliche molto partecipate e un conflitto aperto tra comunità, imprese e istituzioni locali. Oggi i sindaci si sentono impotenti e lasciati soli. In assenza di una regia regionale, si apre la strada a una corsa agli impianti dove il suolo agricolo è a minor costo, con una modifica del paesaggio senza garanzia di benefici reali ai territori. Una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente perché la Regione del Veneto non ha ancora dato attuazione a quanto previsto dall’articolo 12 del D. lgs. 190/2024 (Testo unico sulle rinnovabili), che affida alle Regioni il compito di individuare le "zone di accelerazione" e di governare lo sviluppo degli impianti".
Per Cendron il conflitto che oggi esplode sui territori "è il risultato della mancanza di una linea regionale capace di conciliare l’interesse degli investitori con la tutela del territorio. Senza pianificazione, la transizione energetica diventa un problema invece che un’opportunità". "Le energie rinnovabili sono indispensabili - chiarisce la consigliera - ma devono essere governate. Senza criteri chiari, limiti e tutele condivise, si alimentano conflitti locali che danneggiano cittadini, imprese e credibilità delle istituzioni. Le Civiche Venete chiedono quindi alla giunta regionale di definire nuovi criteri regionali di priorità ed esclusione, di fissare limiti alla superficie agricola destinabile all’agrivoltaico in ogni comune e di garantire ricadute economiche concrete per le comunità locali".







