
"Immaginate di trovarvi in un pronto soccorso affollato. Avete un codice bianco e accanto a voi c’è una donna incinta o un nonno di novant’anni, anche loro con lo stesso codice. Chi passa per primo? Mi è stato segnalato da donne in gravidanza e altre persone fragili che oggi in Veneto la risposta dipende solo dall'ospedale in cui vi trovate. È il momento di correggere questa disomogeneità". Con queste parole Rossella Cendron, consigliera regionale (Le Civiche Venete), nell’annunciare il deposito di una mozione per eliminare la disparità di trattamento tra i cittadini veneti che accedono nei pronto soccorso.
"Ho analizzato le Carte dei Servizi delle nostre Ulss, e quello che ho trovato, è sorprendente: l’attenzione ai più vulnerabili cambia in base alla provincia, da ospedale ad ospedale - spiega Cendron -. Non può esserci nei pronto soccorso veneti una sanità a diverse sensibilità. Mentre l’Aulss 3 Serenissima, l’Aulss 4 Veneto Orientale, l’Aulss 9 Scaligera (per esempio nell’ospedale di Legnago), mettono nero su bianco che, a parità di gravità clinica, bambini sotto i 10 anni, anziani over 80, persone con disabilità e donne in gravidanza hanno la precedenza organizzativa, in moltissimi pronto soccorso veneti non è così. Dalla mia analisi emerge infatti che nelle Aulss 1 Dolomiti, Aulss 2 Marca Trevigiana, Aulss 5 Polesana, Aulss 6 Euganea e l’Aulss 8 Berica, questa garanzia non è formalizzata nelle Carte dei Servizi del pronto soccorso. L’Ulss 7 Pedemontana - conclude Cendron - pur citando anziani e disabili, dimentica di inserire la gravidanza tra i criteri di precedenza".
Da qui la richiesta "che la Regione con il neoassessore alla sanità, renda omogenea a tutte le Ulss la precedenza alle persone più fragili che oggi vediamo solo in alcuni pronto soccorso. È un cambiamento che non costa nulla ma che ha un impatto sulla tutela della dignità dei pazienti e sul valore dell'equità".







