VENETO: il Cup chiama il cittadino? Bello, ma impossibile
Così il capogruppo Pd Manildo
Redazione Online
03/03/2026

"L’idea che debba essere il Cup a chiamare il cittadino, e non viceversa, suona bene come slogan elettorale, ma si scontra con una realtà drammatica che l’assessore Gerosa sembra ignorare: le liste d'attesa sono ancora lunghe e il personale è allo stremo. Senza una copertura finanziaria seria e senza la disponibilità materiale di visite ed esami, questa non è una rivoluzione, è un paradosso". Con queste parole, il capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale, Giovanni Manildo, la vicepresidente della Commissione Sanità, Chiara Luisetto e la consigliera, Anna Maria Bigon, commentano "la proposta della giunta regionale di invertire la rotta sulle prenotazioni sanitarie".

"Oggi - spiega Luisetto - i cittadini che provano a prenotare si sentono rispondere sistematicamente che "non c'è posto" e che verranno richiamati quando ci sarà. Ci chiediamo quindi: come può il Cup chiamare il paziente se il sistema non offre slot disponibili? L'assessore parla di sei mesi per far partire la macchina, ma la verità è che mancano persino i fondi per garantire una gestione dignitosa delle cooperative che gestiscono i centri di prenotazione. Prima di annunciare rivoluzioni digitali, la Regione dovrebbe preoccuparsi di finanziare il personale e di aprire le agende, che oggi restano chiuse per mesi, costringendo i veneti a rivolgersi al privato".

Secondo gli esponenti dem, "l’annuncio di Gerosa appare come un tentativo di spostare l’attenzione dai problemi strutturali della sanità veneta".


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