VENETO: forte preoccupazione per la soppressione delle Consigliere di parità
Presa di posizione di Cgil, Cisl e Uil
Redazione Online
14/03/2026

Cgil, Cisl e Uil del Veneto esprimono forte preoccupazione per la soppressione delle Consigliere di parità regionali e territoriali e il trasferimento delle loro competenze a un nuovo organismo centrale con sede a Roma. Affermano Tiziana Basso, segretaria generale Cgil Veneto, Stefania Botton, segretaria regionale Cisl Veneto, e Lorenza Cervellin, segreteria regionale Uil Veneto: "Si tratta di una decisione che mina gravemente l’intero sistema di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, cancellando quei presidi territoriali che per anni hanno rappresentato un punto di riferimento concreto e accessibile per chi subisce discriminazioni sul lavoro. Una scelta ancora più inaccettabile se letta nel contesto di un Paese che già registra profonde carenze sul fronte dei diritti, con un  governo che continua a tagliare servizi e a non investire nella direzione della parità, come nel caso della bocciatura della proposta di legge per il congedo parentale paritario e obbligatorio. Di fatto, anziché rafforzare strumenti indispensabili per la conciliazione, la parità e l’autonomia delle donne, si sceglie deliberatamente di indebolirli, smantellando proprio quelle strutture che dovrebbero assicurare protezione, ascolto e interventi tempestivi. Questi uffici rappresentano oggi un fondamentale presidio di prossimità per lavoratrici e lavoratori vittime di discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro, presidio con il quale, come organizzazioni sindacali, abbiamo collaborato attivamente e positivamente in questi anni".

Lo schema di decreto sulle Consigliere di parità prevede solo la possibilità, e non l'obbligo, di istituire articolazioni territoriali del nuovo organismo. "Questo - per i tre sindacati - rischia di ridurre il livello di protezione già garantito, in contrasto con quanto previsto dalla Direttiva (UE) 2024/1500, che stabilisce esplicitamente che il recepimento non può comportare un arretramento delle tutele contro le discriminazioni".