
Più servizi di prossimità e maggiore qualificazione professionale per rispondere a una popolazione sempre più anziana. È questo l’obiettivo della nuova delibera approvata dalla giunta regionale del Veneto il 30 aprile, che avvia una nuova fase delle politiche per la domiciliarità.
Il provvedimento punta sul rafforzamento degli sportelli per l’assistenza familiare, sul potenziamento del Registro regionale degli assistenti familiari e sull’introduzione della figura dell’"assistente domiciliare di vicinato”, operatore qualificato condiviso tra più famiglie, pensato per offrire servizi più flessibili ed efficienti.
Stanziati 300 mila euro, provenienti dal Fondo nazionale politiche sociali 2025, per sostenere i 33 sportelli già attivi e attivarne di nuovi nelle aree più isolate. Prevista anche la collaborazione con Veneto Lavoro per integrare i servizi e facilitare l’incontro tra domanda e offerta.
Il nuovo modello si fonda sul principio della prossimità e mira a garantire la permanenza delle persone nel proprio contesto di vita, sostenendo al tempo stesso i caregiver familiari e favorendo l’emersione del lavoro regolare nel settore della cura.
Un ruolo centrale sarà svolto dagli Ambiti territoriali sociali, chiamati a coordinare i servizi e a promuovere l’integrazione tra sociale, sanitario e lavoro, per una presa in carico più efficace delle fragilità.
Obiettivo finale: un welfare territoriale più moderno, inclusivo e sostenibile, capace di rispondere in modo concreto ai bisogni delle comunità




