TREVISO: mancano 300 autisti alle aziende di autotrasporti
Grido di allarme della Cna
Redazione Online
06/03/2026

Un settore stretto tra due fuochi. Da un lato la carenza strutturale di personale, a dir poco introvabile. Dall’altro gli aumenti costanti dei costi, di carburanti, pedaggi, manutenzioni. È un grido d’allarme quello di CNA FITA Treviso, unione dei trasportatori dell’associazione artigiana.

Il primo motivo è la carenza di autisti. Ne mancano almeno 300 alle imprese di autotrasporti della provincia di Treviso, secondo i dati emersi da un’indagine condotta da CNA Treviso. A livello nazionale la carenza stimata è di 20.000 addetti, in Veneto ne mancano almeno 1.500. Situazione che pesa in particolare sulle piccole e medie imprese, dove l’assenza o la mancanza anche di un solo autista può mettere in difficoltà la vita dell’azienda stessa.

Crescono anche i costi per il carburante. In un solo mese, tra fine dicembre 2025 e fine gennaio 2026, grazie anche all’aumento delle accise imposto a livello nazionale, il prezzo medio del diesel ha fatto registrare un +3,5%, portando il gasolio a costare più della benzina nella gran parte dei distributori. E poi l’aumento dei pedaggi autostradali: i dati indicano un aumento dell’1,5% medio a livello nazionale, tra fine 2025 e inizio 2026. Facendo una proiezione, tutto ciò potrebbe valere per un’impresa artigiana un aumento di circa 2.000 euro/anno del costo di mantenimento di un singolo mezzo. Con l’incertezza attuale, legata ai nuovi conflitti internazionali in Medio Oriente, le prospettive non sono di certo positive. Infine, sulla categoria pesano anche i costi di manutenzione dei mezzi, in particolar modo quelli di ultima generazione, tecnologicamente avanzati. Componentistica e tempi di lavoro per le manutenzioni ordinarie per questi veicoli sono di per sé più costosi. Per la manutenzione di un mezzo un imprenditore può spendere fino a 4.000 euro l’anno.

Sono oggi un migliaio le imprese del comparto autotrasporti in provincia di Treviso. Dieci anni fa erano oltre 1.500: in un decennio ne sono scomparse il 50%.