
Cresce il numero dei giovani interessati all’esperienza del servizio civile universale.
Lo rivelano i dati relativi al bando che si è chiuso pochi giorni fa, con un consistente aumento delle domande pervenute al Dipartimento per le Politiche Giovanili presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Sono state inviate 157.998 le domande, quindi oltre 22 mila domande in più rispetto al 2023, quando furono 135.057.
Però, a fronte di questo record di giovani che chiedono di fare il servizio civile, i posti disponibili, tra Italia ed estero, sono 65.964, Ciò significa che meno della metà delle domande potrà essere accolta. Il numero dei posti, infatti, è aumentato di poco: ai 62.549 dello scorso anno ne sono stati aggiunti poco meno di 3.400.
Negli ultimi anni è sempre stato sopra le 120 mila il numero delle domande per fare questa esperienza.
Diverso è stato l’andamento dei posti disponibili: 55.793 nel 2021, 56.205 nel 2022, 71.550 nel 2023, scesi a 62.549 nel 2024, per arrivare ai 65.964 dell’ultimo bando. Mai comunque i posti sono stati sufficienti per accogliere tutti i giovani che hanno superato la selezione.
Tra i giovani che presentano la domanda per il servizio civile universale – della fascia 18-24 anni – secondo l’ultimo rapporto Dipartimento per le Politiche Giovanili il 60% ha un titolo di scuola superiore, il 25% ha una laurea triennale o magistrale. L’età media dei giovani candidati è 23,2 anni.
Quanto alle motivazioni, i giovani che hanno scelto di presentare domanda di servizio civile l’hanno fatto principalmente per acquisire nuove competenze, ma anche per essere utili agli altri e per fare nuove esperienze. Tante sono le domande presentate dai giovani del sud, con la Campania e la Sicilia che sono le regioni con il maggior numero di candidature.
«Crediamo fortemente in questo istituto nato 25 anni fa – ha affermato nei giorni scorsi il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi - che vede insieme giovani, Istituzioni, enti pubblici e Terzo settore operare in sinergia per rispondere ai tanti bisogni sociali presenti nei nostri territori, ma anche a promuovere e praticare l'educazione e la tutela dell'ambiente, la solidarietà, la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale italiano, praticare protezione civile e perseguire la pace all'estero. Allo stesso tempo il Servizio Civile Universale è uno strumento straordinario di coinvolgimento e protagonismo dei giovani, che possono così trovare uno spazio unico per mettersi al servizio della Nazione e crescere nella propria dimensione di cittadini attivi».
Attualmente è in discussione alla Camera dei deputati la legge delega sulle politiche giovanili, che comprende anche la riforma del Servizio Civile Universale.
«La legge delega – ha spiegato Abodi – segnerà i prossimi passi verso un adeguamento del sistema alle esigenze delle giovani generazioni, offrendo loro e promuovendo in modo sempre più efficace le opportunità che stiamo mettendo a disposizione, in modo sempre più articolato».




