QUINTO DI TREVISO: urgenza psichiatrica, a confronto psichiatri e magistrati
Coordinatore è il primario di psichiatria Mauro Sabattini
Redazione Online
13/04/2026

Medici, psicologi, infermieri, assistenti sociali, educatori, magistrati, a confronto per trovare risposte integrate ad un problema complesso di grande attualità mercoledi 15 aprile dalle 8,45 alle 17,30 al BHR Hotel a Quinto di Treviso.

Il tema è di grande attualità, tocca vari aspetti della medicina e della società, la sua gestione richiede una nuova visione della "cura" e investe dimensioni etiche, cliniche, psicologiche, giuridiche, medico-legali e sociali oltre che organizzative: si tratta dell’urgenza psichiatrica, ovvero una situazione di grave emergenza in cui è necessario agire tempestivamente ed offrire risposte multiple.

A questo tema, Treviso dedica un’intera giornata convegnistica - proposta e coordinata dal Mauro Sabattini, direttore UOC di Psichiatria a Treviso (Ulss 2 Marca Trevigiana), in accordo con la direzione del DSM e con il patrocinio dell’Ulss 2 Marca Trevigiana - in cui sono chiamati al confronto tutti gli attori: medici psichiatri e di altre specialità, psicologi, magistrati, infermieri, assistenti sociali ed educatori, responsabili sanitari e organizzativi, con l’obiettivo di definire ruoli e di avviare buone prassi per migliorare la gestione delle emergenze e affinare percorsi di cura e di sostegno condivisi.

La giornata di studio prevede quattro sessioni di lavoro, ognuna con moderazione, interventi e discussione: le urgenze in ambito psichiatrico, le urgenze psichiatriche nelle aree di confine, i luoghi dell’urgenza psichiatrica, i risvolti medico-legali. La partecipazione è gratuita, previa registrazione (www.depratocongressi.it) e prevede sette ECM. La sessione conclusiva sarà moderata dalla giornalista Valentina Calzavara.

Il focus principale del convegno è di analizzare la complessità delle situazioni che arrivano in psichiatria definendo il concetto di urgenza, oltre agli ambiti di competenza, di intervento ed alle responsabilità medico-legali, anche alla luce degli obblighi che restano in capo allo psichiatra dopo la Riforma del 1978.

Basta qualche numero per comprendere l’ampiezza del problema: a fine 2025, i pazienti autori di reato in carico ai Centri di salute mentale della Regione Veneto sono 229, di cui 165 alloggiati nelle Comunità. Ancora: i consultori della Regione ormai vedono solo pazienti inviati dal Tribunale, non riuscendo più a dare un servizio alla popolazione ed ogni volta che c’è un omicidio, si tende a chiedere la perizia psichiatrica, così come spesso il T.S.O ((trattamento sanitario obbligatorio) viene visto come la "soluzione più immediata" richiesta agli psichiatri per superare le opposizioni del paziente aggressivo.