CULTURA: Sandro Barbagallo relatore d’eccezione sul senso del sacro, il fare artistico e l’importanza della tradizione
Il curatore dei Musei Vaticani a Motta di Livenza e a Oderzo
Redazione Online
29/04/2026

Vasta risonanza, ottima partecipazione e grande interesse in diocesi di Vittorio Veneto per i due eventi culturali promossi a Motta di Livenza e a Oderzo dall’Istituto Beato Toniolo. Le vie dei Santi con la presenza del dottor Sandro Barbagallo, curatore del reparto collezioni storiche dei Musei Vaticani e consulente dell’ufficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice.  Nel pomeriggio di sabato 18 aprile Barbagallo è intervenuto al Santuario Basilica mottense della Madonna dei Miracoli alla presentazione del volume “Motta di Livenza e le sue ville”, e nella mattinata di domenica 19 aprile ha guidato l’incontro di formazione IBT in programma a Oderzo nella Sala delle Anfore del Museo Archeologico. 

Al santuario della Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza

Nella Sala Bello gremita di persone arrivate da tutta l’area mottense e opitergina, e non solo, il dottor Barbagallo ha esordito nel suo atteso discorso riprendendo letteralmente l’inizio del testo da lui scritto nell’introduzione al libro sulle ville di Motta e la stessa Basilica mariana: “Ci sono libri che informano, altri che educano. Rari sono quelli che riesco a fare entrambe le cose mentre - silenziosamente - restituiscono identità, dignità e anima a un luogo. “Motta di Livenza e le sue ville”, a cura di Cristina Vendrame, è una di queste opere. Un viaggio documentato, meditato, delicatamente appassionato nel cuore di un territorio che, al pari di molti altri luoghi italiani,  custodisce sotto la superficie di una quotidianità distratta un tesoro stratificato: architettonico, spirituale, paesaggistico e culturale”. Egli ha svolto poi una puntuale e brillante digressione di carattere storico sulla “venezianità” del territorio e la straordinaria valenza del patrimonio religioso, culturale e artistico veneto, esortando tutti a riappropriarsi dei temi della memoria, dell’identità e della tradizione come espressione doverosa di stima e gratitudine verso la fede e le gesta costruttive delle generazioni che ci hanno preceduto. Applauditissime le parole di Barbagallo, che ha salutato con speciale cordialità e riconoscenza la presenza in sala del cardinale pievigino Beniamino Stella. L’incontro, coordinato dal direttore scientifico IBT, Marco Zabotti, ha annoverato i saluti di Annalina Sartori, presidente dell’Istituto Beato Toniolo, Padre Mario Favretto, rettore del Santuario mottense, don Mirco Miotto, incaricato diocesano dell’ufficio per l’arte sacra e i beni culturali ecclesiastici, e Cristina Vendrame, curatrice dell’opera. Nel suo intervento, in particolare, il cardinale Stella ha ricambiato considerazione e gratitudine per l’opera svolta in Vaticano da Sandro Barbagallo, ha messo in rilievo il valore del libro presentato nell’occasione e ha elogiato l’impegno ecclesiale e culturale dell’Istituto Beato Toniolo. Al termine, Maria Teresa Tolotto ha guidato la visita dei partecipanti al Chiostro di San Francesco, insieme al Chiostro di Sant’Antonio al centro  dell’approfondimento della parte del volume dedicata alla Basilica. A seguire il cardinale Stella ha presieduto  la solenne concelebrazione eucaristica nel Santuario della Madonna dei Miracoli, introdotta dalle parole felici e grate di padre Favretto.

Al museo archeologico di Oderzo

Nella mattinata seguente, nella splendida Sala delle Anfore del Museo Archeologico di Oderzo, il dottor Barbagallo è stato il relatore d’eccezione dell’evento di cultura e formazione organizzato sempre dall’Istituto Beato Toniolo, con il patrocinio del Comune di Oderzo, sul tema “Il senso del sacro, il fare artistico e l’importanza di tener viva una tradizione millenaria”. Con l’ausilio di una serie di interessanti schede fotografiche e di esempi di respiro nazionale e internazionale, nel suo articolato intervento egli ha ribadito la fondamentale importanza di un’architettura e di un’arte rivolte al sacro nell’età contemporanea capaci di valorizzare autenticamente il senso della fede e della tradizione cristiana, rappresentando in pienezza la dimensione simbolica, orante e celebrativa delle chiese, senza stravolgimenti e concessioni a istanze e progetti di una modernità priva di riferimenti al significato vero della “sacralità”. Vivissimo l’apprezzamento dei partecipanti - molto interessati anche con le loro testimonianze e le loro domande sull’argomento - che hanno chiesto di poter avere presto nuove occasioni di incontro e di riflessione con l’esperto vaticano nella diocesi di Vittorio Veneto, consolidando la bella consuetudine delle sue presenze per iniziativa IBT cominciata nell’aprile 2025 a Vittorio Veneto. La mattinata opitergina, coordinata da Marco Zabotti - iniziata con la visita di Barbagallo al Museo guidata da Laura Groppo - ha visto i saluti introduttivi di Annalina Sartori, presidente IBT, Erika Zaia, assessore al Comune di Oderzo, e Roberto Costella, presidente della Fondazione Oderzo Cultura, e quelli finali agli organizzatori e all’illustre ospite da parte di monsignor Gianluigi Papa, vicario generale della diocesi.

Il commento dell’Istituto Beato Toniolo

“Siamo felicissimi per gli eventi creati, i contenuti espressi e le tante adesioni e attestazioni ricevute per la presenza a Motta di Livenza e a Oderzo del dottor Sandro Barbagallo, che ringraziamo di vero cuore insieme al Governatorato della Città del Vaticano - commentano soddisfatti  dall’Istituto Beato Toniolo la presidente, Annalina Sartori, e il direttore scientifico, Marco Zabotti - perché abbiamo avuto l’ennesima conferma di come sia giusto e importante continuare con determinazione e senso vivo di partecipazione e collaborazione con tutti  i percorsi della nostra “mission” istituzionale IBT legati a cultura, spiritualità, arte e bellezza, favorendo quella consapevolezza alta e nuova e di radici e identità  che promuove la conoscenza, la memoria e l’orgoglio di appartenenza, fattori vitali e premesse necessarie per generare oggi il bene comune nella modernità a livello di comunità ecclesiale civile”.